Trama
Il Filottete di Sofocle si apre con l'arrivo dei protagonisti sull'isola di Lemno. Odisseo, eroe meschino e crudele, spiega a Neottolemo che, per ottenere gloria futura, dovrà compiere un'azione ignobile: ingannare Filottete con una storia falsa per indurlo a recarsi a Troia, mentre lui stesso rimarrà nascosto. Neottolemo è ritratto come un giovane d'onore e ciò richiede a Odisseo una certa opera di persuasione per accettare di recitare questa parte. Per conquistare la fiducia di Filottete, Neottolemo gli fa credere di aver litigato coi capo greci e di odiare in particolare Odisseo: a tal fine, gli racconta che Odisseo è in possesso dell'armatura di suo padre (Achille), sostenendo che essa gli spettasse di diritto per nascita e che Odisseo si fosse rifiutato di cedergliela. Dopo aver guadagnato con l'inganno la fiducia di Filottete e avergli offerto un passaggio per tornare a casa, Neottolemo ottiene il permesso di osservare l'arco di Eracle.
Neottolemo tiene in mano l'arco mentre Filottete è colto da un dolore lancinante al piede (causato dal morso di serpente che vi ha riportato). Sentendosi in colpa per aver ingannato Filottete, Neottolemo valuta l'idea di restituirglielo. Sopraggiunge Odisseo e ne nasce un acceso confronto. Alla fine, la coscienza di Neottolemo ha il sopravvento ed egli restituisce l'arco. Dopo un reciproco scambio di minacce, l'infuriato Odisseo si allontana. Neottolemo cerca quindi di convincere Filottete a recarsi a Troia di sua spontanea volontà, ma questi rifiuta. Infine, Neottolemo acconsente a riportare Filottete in Grecia, pur sapendo che ciò lo esporrà all'ira dell'esercito. Questa sembrerebbe essere la conclusione della tragedia; tuttavia, proprio mentre stanno per partire, Eracle (ormai divinizzato) appare dall'alto e rivela a Filottete che, se andrà a Troia, guarirà e i Greci vinceranno. Filottete accetta di buon grado di obbedirgli e si imbarca verso Troia.
La tragedia si conclude qui. Quando in seguito Filottete combatte a Troia, il suo piede è guarito ed egli conquista la gloria, uccidendo molti Troiani, tra cui Paride.
