La donna senz’ombra

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La donna senz’ombra — Richard Strauss (1864–1949)

Nuova produzione del Festival d’Aix-en-Provence

Una coproduzione con La Monnaie / De Munt e la Greek National Opera

 

All’alba, sulla terrazza del palazzo, il verdetto è definitivo: se l’Imperatrice non otterrà entro tre giorni l’ombra che le manca, suo marito sarà trasformato in pietra. A quale prezzo si potrà evitare l’implacabile profezia? Costretta a mescolarsi agli esseri umani, la donna senz’ombra scopre un mondo di crudeltà e dolore, ma anche di gentilezza e generosità, un mondo che la trasformerà. Questo affresco iniziatico, ricco di simbolismo e accompagnato da una musica sontuosa, affronta, nel pieno della Prima guerra mondiale, una domanda più attuale che mai: qual è l’essenza dell’umanità e perché deve essere preservata? In contrasto con lo scetticismo moderno, offre una visione colma di speranza e riafferma l’urgenza del racconto in un’epoca disincantata. Ispirato dall’ingegno visionario di Barrie Kosky, Klaus Mäkelä ha scelto quest’opera straordinaria per il suo vero debutto in buca, alla guida dell’Orchestre de Paris e di un cast eccezionale.

 

Trama

La storia si svolge nel mitico regno delle Isole Sudorientali e coinvolge cinque personaggi principali: l'Imperatore (tenore), l'Imperatrice (soprano), la sua nutrice (mezzosoprano o contralto), l'umile tintore Barak (basso-baritono) e sua moglie (soprano drammatico). Un sesto personaggio, Keikobad, Re del Regno degli Spiriti e padre dell'Imperatrice, mette in moto lo svolgersi dell'azione ma non compare mai sulla scena.

 

Atto I

L'Imperatore delle isole Sudorientali è sposato con la figlia del Re degli Spiriti, catturata sotto forma di gazzella bianca in una battuta di caccia. Durante la cattura, la futura Imperatrice perde il talismano che le donava il potere di mutare forma in animale; dopo il matrimonio si accorge inoltre di non proiettare ombra, segno della sua natura non ancora completamente umana e incapace di generare figli. Con lei è sempre la Nutrice, che le tiene compagnia durante le battute di caccia dello sposo; ma se all'apparenza è una compagna fedele, in segreto è rosa dall'odio per i mortali e il mondo umano.

Keikobad, Re degli Spiriti, è infuriato con la figlia e invia messaggeri segreti a parlare con la Nutrice. L'Imperatore e l'Imperatrice vivono però sereni il loro amore. Una mattina il falco da caccia dell'Imperatore, lo stesso che aveva catturato la principessa gazzella e che era in seguito andato perduto, va incontro all'Imperatrice portando tra gli artigli il talismano magico. Reca con sé un messaggio terribile, inciso sul talismano come una maledizione: se entro tre giorni ella non conquisterà un'ombra, segno di umanità e fertilità, dovrà tornare nel Regno del padre e vedere l'Imperatore trasformato in pietra. L'amore geloso e lussurioso dello sposo li sta portando alla rovina: non permette all'Imperatrice di entrare pienamente nel mondo mortale, bloccandola in un limbo tra i due Regni. L'Imperatrice è quindi decisa a conquistare un'ombra ad ogni costo, e si affida ai consigli della Nutrice, la quale è però mossa da intenzioni e animo malvagi: disprezza il mondo degli uomini e conosce i segreti per ingannarli e costringerli a rinunciare all'ombra. Le due donne decidono di recarsi alla casa di un anziano ma infaticabile tintore, Barak, che vive con tre fratelli e la giovane moglie, dalla quale il marito desidera fortemente dei figli che ancora non sono arrivati.

Sotto mentite spoglie l'Imperatrice e la Nutrice si presentano nell'umile capanna offrendosi come serve alla moglie di Barak: la balia ha infatti capito che riuscirà a corrompere la giovane donna con la promessa di ricchezze e amanti, e ad ottenerne ombra e fertilità. Ricorrendo alle arti magiche la Nutrice dona alla moglie di Barak gioielli, tavole imbandite di cibi e visioni incantevoli, e riesce nel malvagio intento di farsi promettere l'ombra. Le ospiti scompaiono e lasciano sola la moglie, che friggendo in padella dei pesciolini sente uscire da questi delle voci di bambini che piangono, i suoi bambini mai nati, e viene presa dall'angoscia.

Inoltre, per obbedire al patto con la Nutrice la donna deve dividere in due il letto matrimoniale e rifiutare la compagnia del marito, che tornato dal lavoro interpreta il gesto come il capriccio di una donna incinta e spera quindi di aspettare dei figli dalla moglie. Barak accetta di dormire sul pavimento, rassicurato dalla voce di una guardia cittadina che all'esterno intona un canto in lode del matrimonio e della maternità.

 

Atto II

Le trame della Nutrice continuano a svolgersi: animando una scopa evoca l'immagine di un bellissimo giovane per tentare la moglie del tintore e spingerla a ingannare il marito. I due sposi dell'opera, il tintore e l'Imperatore, sono sempre più confusi: il primo spaventato dal sentore di una disgrazia incombente, il secondo corroso dalla crescente gelosia che gli pietrifica il cuore.

L'Imperatrice sente crescere in sé il senso di colpa verso il tintore, ingannato e privato del sogno di una vita. Alla terza notte la Nutrice rivendica il giuramento fatto e pretende ciò che le è stato promesso: la moglie rinuncia all'ombra. Barak, scoperto l'inganno poiché vede che la moglie non proietta ombra, minaccia di morte la nutrice e la propria sposa con una spada che gli appare magicamente tra le mani; viene però fermato da uno dei suoi fratelli quando la moglie implora pietà.

L'Imperatrice improvvisamente rifiuta l'ombra, comprendendo che è stata tolta ingiustamente e la renderebbe responsabile di grandi sofferenze. Improvvisamente la terra si apre e inghiotte gli sposi, mentre un fiume travolge la scena e costringe la Nutrice a portare in salvo l'Imperatrice su una barca.

 

Atto III

La scena si sposta nel mondo degli Spiriti, dove squilla il suono di una tromba che annuncia il giudizio di Keikobad; l'Imperatrice è all'ingresso del tempio ai piedi di una montagna, mentre il tintore e la sposa, separati, si stanno cercando: questa è perseguitata dalle voci dei suoi bambini mai nati, ma protesta giurando amore al marito; Keikobad nel frattempo li indirizza verso scale separate.

Di fronte al tempio la nutrice prova a convincere la padrona a scappare, ma la donna sa che il padre la sta aspettando all'interno, quindi allontana la balia ed entra. Questa preannuncia all'Imperatrice terribili tormenti che la attendono e tenta ancora di confondere Barak e moglie, che si stanno cercando senza riuscire a trovarsi. Il messaggero di Keikobad condanna la nutrice a vagare per il mondo mortale.

All'interno del tempio l'Imperatrice chiede perdono al padre, implorandolo di donarle un posto tra coloro che proiettano ombra. Keikobad non risponde ma le mostra lo sposo, ormai pietrificato. Una voce la spinge a bere dalla Fontana della Vita, che si trova proprio nel tempio, e che le permetterebbe di ottenere l'ombra della sposa del tintore. Ma proprio le voci del tintore e della moglie, che si sentono fuori campo, commuovono l'Imperatrice e la convincono a rinunciare a rubare l'umanità ad altri. Questo atto di rinuncia è proprio la sua salvezza: riceve un'ombra, e il suo sposo viene liberato dalla maledizione. La scena muta in un bellissimo paesaggio. Barak e sposa si ricongiungono, ed entrambe le coppie cantano felici per la ritrovata umanità e speranza nei figli che nasceranno.

Programma e cast

Direttore d’orchestra: Klaus Mäkelä
Regia: Barrie Kosky
Scene: Michael Levine
Costumi: Victoria Behr
Luci: Franck Evin
Drammaturgia: Antonio Cuenca Ruiz

L’Imperatore: Michael Spyres
L’Imperatrice: Vida Miknevičiūtė*
La Nutrice: Nina Stemme
Barak, il Tintore: Brian Mulligan
La Moglie del Tintore: Tamara Wilson
Il Messaggero degli Spiriti: Jean-Sébastien Bou
Il Monocolo: Tomasz Kumięga*
Il Monco: Daniel Miroslaw
Il Gobbo, Apparizione di un giovane: Robert Lewis
La Voce del Falco, Il Guardiano della soglia del Tempio: Gloria Tronel
Una voce dall’alto: Héloïse Mas*

Coro e Orchestra: Chœur et Orchestre de Paris

*Ex artisti dell’Académie

Grande Teatro di Provenza

Progettato da Vittorio Gregotti, questo teatro è stato inaugurato nel luglio 2007 dal Festival d'Aix-en-Provence con la rappresentazione di Die Walküre di Richard Wagner. Il suo volume interamente curvo racchiude una capienza di 1.350 posti a sedere, di cui circa 950 in platea. Il teatro si trova nella zona tra la città nuova e il centro storico di Aix.

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