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Tannhäuser Festival di Bayreuth 2027

VenueFestival di Wagner Bayreuth
Calendarmar 27 lug 2027 - sab 21 ago 2027
Sinossi/Dettagli

TANNHÄUSER - Richard Wagner
Tannhäuser e la gara dei cantori sulla Wartburg
Grande opera romantica in tre atti

Libretto: Richard Wagner
Lingua originale: tedesco
Prima rappresentazione: 19 ottobre 1845, Dresda

 

 

Sinossi

L'opera si svolge vicino a Eisenach, all'inizio del XIII secolo.

 

Atto primo

In seguito a un litigio, il trovatore Tannhäuser si è allontanato dai suoi compagni d'arme ed è giunto presso il Venusberg (monte di Venere-Horselberg), dove la dea Venere, innamoratasi di lui, lo ha trascinato in una perpetua orgia tra satiri, baccanti e bellissime amanti. Dopo un anno, trovandosi a rimpiangere la sua vita precedente, imbraccia la sua cetra e intona un canto appassionato alla dea, che conclude con una richiesta di libertà. Venere, furiosa, tenta di trattenerlo, ma egli invoca il nome di Maria; questa parola rompe l'incantesimo: Venere scompare e Tannhäuser si ritrova nella fortezza della Wartburg. Un giovane pastore è seduto su una roccia e intona un'ode alla dea pagana Holda (dea della primavera, sincretizzata con la stessa Venere).

Spaesato e colmo di rimorso, il trovatore s'inginocchia piangendo davanti a una processione di pellegrini; viene poi avvicinato dal langravio di Turingia, accompagnato dai poeti Wolfram, Walther, Biterolf, Reimar e Heinrich, vecchi compagni d'arme di Tannhäuser. Costoro lo invitano a dimenticare i dissapori e riunirsi a loro: inizialmente riluttante, egli accetta quando viene a sapere che Elisabeth, nipote del langravio, con la quale aveva una tenera relazione, si è ritirata a vita solitaria in seguito alla sua scomparsa. Tannhäuser segue quindi i suoi ritrovati compagni d'arme.

 

Atto secondo

Al Castello della Wartburg, Wolfram conduce Tannhäuser da Elisabeth: egli dice di amarla ancora, ma non ha il coraggio di rivelare dove sia stato tutto questo tempo. Intanto il langravio indice una gara di canto per festeggiare il ritorno di Tannhäuser; i cantori si riuniscono per la gara, seguiti da nobili, dame e cavalieri vestiti a festa: anche Elisabeth, felice per il ritorno del suo amato, abbandona il suo esilio volontario e torna a mostrarsi in pubblico. Il langravio stabilisce che il tema della competizione sarà il risveglio dell'amore. Comincia Wolfram, che canta l'amore cortese; Tannhäuser, in un impeto di vanagloria, lo umilia asserendo che l'amore sensuale è ben superiore. Gli altri cantori protestano, ma Tannhäuser replica a ciascuno di loro, finché non finisce per cantare un'ode a Venere e raccontare la sua storia. Le donne fuggono inorridite, mentre i cavalieri sguainano le spade contro il trovatore; l'unica a intercedere per lui è Elisabeth, la quale ricorda ai presenti che Dio accoglie sempre un peccatore pentito. Il langravio acconsente allora a lasciarlo partire per Roma con un gruppo di pellegrini perché chieda perdono al Papa.

 

Atto terzo

Nella Vallata della Wartburg è arrivato l'autunno. Elisabeth attende invano il suo amato da molti mesi, pregando ininterrottamente. Arriva un gruppo di pellegrini che cantano la gioia del perdono: Elisabeth spera che tra loro ci sia Tannhäuser, ma così non è. La donna capisce allora che l'unico modo per redimere il suo amato sia offrire la propria vita alla Madonna; decide così di tornare al castello, dove pregherà fino alla morte; a nulla valgono le insistenze di Wolfram, che la ama fedelmente. Poco dopo Wolfram vede arrivare un pellegrino vestito di stracci: è Tannhäuser, che ormai fuori di sé cerca la strada per il Venusberg. Il trovatore narra a Wolfram che, udendo il suo racconto, il Papa gli ha detto che la salvezza della sua anima è ormai impossibile, come per il suo pastorale è impossibile fiorire. Wolfram tenta disperatamente di aiutarlo, ma l'uomo dice che ormai l'unica in grado di salvarlo è Venere. La dea appare col suo seguito di ancelle, tentando di riportare a sé Tannhäuser; poco dopo, tuttavia, viene interrotta da una processione: il funerale di Elisabeth. Tannhäuser si lancia sul corpo di lei e muore dopo averne invocato la santità e chiesto intercessione. Entrano intanto dei pellegrini, annunciando che il pastorale del Pontefice è miracolosamente fiorito: Tannhäuser è stato perdonato da Dio.

 

Cast

Direzione musicale: Thomas Guggeis
Regia: Tobias Kratzer
Scene: Rainer Sellmaier
Costumi: Rainer Sellmaier
Luci: Reinhard Traub †
Video: Manuel Braun
Drammaturgia: Konrad Kuhn
Direzione del coro: Thomas Eitler-de Lint

 

Landgravio Hermann: Tareq Nazmi
Tannhäuser: Klaus Florian Vogt
Wolfram von Eschenbach: Markus Eiche
Walther von der Vogelweide: Kieran Carrel
Biterolf: Derrick Ballard
Heinrich lo Scrivano: Martin Koch
Elisabetta, nipote del landgravio: Vida Miknevičiūtė
Venere: Jennifer Holloway

Location
Festival di Wagner Bayreuth

L'annuale Festival di Bayreuth (Bayreuther Festspiele), a Bayreuth, in Baviera (Germania), è dedicato esclusivamente alla rappresentazione dei drammi del compositore tedesco Richard Wagner. Wagner stesso concepì e promosse l'idea di uno speciale Festival per rappresentare il monumentale ciclo Der Ring des Nibelungen (L'anello del nibelungo) e Parsifal.

Le rappresentazioni hanno luogo in un teatro appositamente costruito, il Festspielhaus di Bayreuth. Wagner supervisionò personalmente la progettazione di questo teatro, che presentava le innovazioni architettoniche necessarie per il particolare allestimento dei suoi lavori. Innanzi tutto, la grande orchestra era posizionata in una specie di buca scavata sotto il palcoscenico (il "golfo mistico") che la nascondeva completamente allo sguardo degli spettatori. Anche il direttore d'orchestra restava invisibile, bandendo quindi il retorico rituale degli applausi ad ogni sua apparizione sul podio. Inoltre, per la prima volta nella storia della lirica, le luci venivano spente all'inizio della recita, coinvolgendo il pubblico in un'atmosfera di religiosa attenzione. Infine, i palchi laterali, il palco reale e le eleganti decorazioni presenti in tutti i teatri dell'epoca erano sostituiti da una platea semicircolare e da semplici panche di legno.

Il Festival è diventato meta di pellegrinaggio per wagneriani entusiasti, che spesso devono aspettare anni prima di riuscire a procurarsi un biglietto.

La Nuova Bayreuth

I due terzi della città di Bayreuth furono distrutti dai bombardamenti nelle ultime fasi della guerra, compresa la villa della famiglia Wagner, Haus Wahnfried. Il teatro fu risparmiato ma venne provocatoriamente utilizzato dagli Alleati come music-hall per spettacoli afro-americani (i soldati di guarnigione si portarono via come souvenir i tre corni da caccia utilizzati in una scena del Crepuscolo, strumenti che furono rimpiazzati solo vent'anni dopo durante l'incisione della Tetralogia di Solti). Dopo la guerra, Winifred Wagner fu condannata dal tribunale di denazificazione per il suo sostegno al Nazismo. La corte la sollevò anche dall'amministrazione del Festival, e i suoi poteri passarono ai suoi due figli maggiori, Wieland e Wolfgang Wagner.

Il Festival riaprì nel 1951 non dopo accesissime polemiche. Il primo presidente della Repubblica Federale Tedesca - Theodor Heuss - vedeva in Bayreuth l'ingombrante strascico di un passato da dimenticare, e si rifiutò di presenziarvi. Si pensò anche ad una sovrintendenza internazionale del teatro guidata da Thomas Mann e, del resto, ben pochi direttori erano disposti a ridiscendere in quel golfo mistico. Alla fine, si trovarono disponibili l'antinazista Hans Knappertsbusch e il più giovane Herbert von Karajan, pure interessato da un processo di denazificazione. Al primo si deve la riapertura assoluta, nel 1951, inaugurata da quella memorabile interpretazione del Parsifal che resterà come pietra miliare nella storia della discografia. Al secondo si deve la registrazione del Tristano nel '52. Sono gli anni d'oro del rinascente Festival, che vede la partecipazione di artisti quali Wolfgang Windgassen, Hermann Uhde, Astrid Varnay, Birgit Nilsson, George London, Clemens Krauss e tutta la lista che oggi costituisce il patrimonio delle registrazioni storiche effettuate dal vivo.

Sotto la direzione di Wieland Wagner, la Nuova Bayreuth entrò in una fase a dir poco rivoluzionaria. La pesante, immobile e - per certi versi - antipatica atmosfera che si respirava all'interno della casta familiare che dirigeva il teatro, cominciò ad aprirsi a nuove idee. Il Festival aveva bisogno di pubblico, non solo di wagneriani eletti e sempre più settari. I collegamenti radiofonici cominciarono a diffondere le esecuzioni dal vivo, mentre i pullman delle case discografiche sostavano sempre più spesso all'esterno del teatro. Sparirono i set elaborati e legati a scenografie di carattere naturalistico, a favore di produzioni minimaliste e post-moderne. In confronto, i cambiamenti attuati da Hitler apparvero poca cosa. Per la prima volta nella storia del Festival, il pubblico fischiò alla fine delle rappresentazioni. Wieland fu criticato in particolar modo per la messa in scena dei Maestri Cantori del 1956, che spogliò l'opera della sua magniloquenza; i conservatori non gradirono la rottura di questa "sacra tradizione germanica".

Wieland difendeva i cambiamenti presentandoli come un tentativo di creare un "palcoscenico invisibile" che consentisse agli spettatori di sperimentare a pieno gli aspetti sociali del dramma, senza l'appesantimento e la distrazione dei set elaborati. Altri sostenevano che spogliando le opere di Wagner dai loro aspetti tedeschi e storici, Wieland stesse in realtà cercando di distanziare Bayreuth dai compromessi politici del suo recente passato e di creare produzioni di respiro più universale. A distanza di qualche tempo, molti dei critici giunsero ad apprezzare la bellezza unica della reinterpretazione di Wieland. Essa spogliò le recite da qualsiasi inutile orpello - orpello che, nei tempi moderni, risultava perfino ridicolo se paragonato coi fenomenali effetti speciali cinematografici - coinvolgendo lo spettatore esclusivamente con la musica e la recitazione, come se la vicenda si svolgesse più nell'immaginazione che sulla scena. In fondo, era la stessa idea che aveva avuto Wagner, portata alle estreme conseguenze.

Le produzioni innovative di Wieland portavano automaticamente a fare il confronto con quelle del fratello minore Wolfgang, che i critici all'unanimità giudicavano poco ispirate. Se le messe in scena di Wieland erano radicali, quelle di Wolfgang erano piuttosto conservative. Sebbene anch'egli fosse minimalista nell'approccio, Wolfgang risuscitò molti degli elementi naturalistici e romantici delle produzioni pre-belliche. Perciò, quando Wieland morì prematuramente di cancro nel 1966, molti si chiesero se Bayreuth avesse un futuro. Si cominciò a mettere in dubbio la supremazia di Bayreuth sugli altri teatri d'opera tedeschi, e qualcuno suggerì che le rappresentazioni wagneriane più interessanti si dovevano cercare altrove.

Nel 1973, alle prese con le critiche crescenti e con aspri scontri all'interno della famiglia Wagner, l'organizzazione del Festival fu trasferita alla nuova Fondazione Richard Wagner. A capo di essa erano i membri della famiglia Wagner e altri nominati dallo Stato. In qualità di Presidente, Wolfgang Wagner rimase a capo dell'amministrazione, posizione che comunque non era mai stata messa in dubbio.

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